Cambia sesso, poi si pente: ”Voglio l’eutanasia”

Admin 4 ottobre 2013 0
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BELGIO – Ha chiesto la ‘dolce morte’ a 44 anni, dopo una serie di operazioni per il cambio di sesso il cui risultato era per lui deludente. Continuava a sentirsi prigioniero di quel corpo da donna quando lui, Nathan Verhelst, si è sempre visto uomo. E pur non essendo affetto da nessuna malattia incurabile, ha chiesto e ottenuto l’eutanasia in Belgio, dove è consentita non solo per sofferenze fisiche insopportabili ma anche psichiche.

L’uomo, che ha rilasciato la sua ultima testimonianza al quotidiano fiammingo ‘Het Laatste Nieuws’ 24 ore prima di morire in un ospedale di Bruxelles, era nato come Nancy, unica figlia femmina dopo tre fratelli maschi di una famiglia fiamminga di Hamme. Sin dall’infanzia, ha raccontato Nathan, a casa era «appena tollerato», con la madre che spesso si lamentava dicendogli «se solo tu fossi stato un ragazzino». «Ero la bambina che nessuno voleva», ha raccontato, ricordando che, anzichè dargli una vera camera, i genitori lo misero a dormire in uno sgabuzzino sopra il garage.

La scoperta di sentirsi più a suo agio come maschio è arrivata durante l’adolescenza, vestendosi con jeans larghi e sentendosi attratto dalle ragazze. Il suo sogno da allora è stato quello di un’operazione per cambiare sesso. La terapia è stata lunga e, dopo gli ormoni nel 2009, sono seguiti una mastectomia e infine la ricostruzione genitale nel 2012. Gli interventi, però, non hanno dato i risultati sperati. «Quando mi sono guardato per la prima volta allo specchio dopo l’operazione, ho provato un’avversione contro me stesso», ha raccontato Nathan parlando della sua disperazione senza via d’uscita. Aveva persino preparato dei confetti per celebrare la sua ‘rinascita’, ma «invece di potere finalmente cominciare a vivere, mi sentivo imprigionato in un corpo che detestavo» perché «ero nata male come bambina, e come uomo ho ottenuto un corpo che odiavo».

E così Nathan-Nancy ha chiesto di essere aiutato a morire. Il medico che l’ha seguito, Wim Distlemans, e gli amici che gli sono stati vicini sino alla fine, hanno assicurato che se n’è andato «in tutta serenità». Il caso, sebbene il Belgio pratichi l’eutanasia dal 2002, ha fatto scalpore, perchè è unico nel suo genere, mentre è in corso il dibattito legislativo sull’eutanasia per i minori. L’avvocato della commissione federale di controllo sull’eutanasia, Jacqueline Herremans, ha confermato che quella praticata a Nathan-Nancy sembra perfettamente legale. Nel suo caso, ha spiegato il medico che lo ha seguito, si poteva infatti «chiaramente parlare di sofferenze psichiche insopportabili».

Fonte: ilmessaggero.it

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