I 18 errori che facciamo sempre quando scriviamo

Admin 27 settembre 2013 0
I 18 errori che facciamo sempre quando scriviamo
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L’italiano, bellissima lingua, ma quante volte ci facciamo assalire dai dubbi quando la scriviamo? Ci capita molte volte di vedere errorini che magari ‘rovinano’ un pensiero stupendo. E si, scrivere in italiano corretto non è cosa semplice. Questo elenco con i 18 errori in cui incappiamo più spesso, ci aiuterà a fugare i dubbi e capire quali sono gli errori che non dobbiamo più fare!

  • Da, da’ o dà?

Da, da’ o ? Dipende dai casi! Si accenta quando è inteso come voce del verbo dare.
Esempio: Mi dà il benvenuto

Non si accenta invece quando è usato come proposizione semplice
Esempio: Sono appena tornato da Londra

Si scrive con l’apostrofo invece nel caso in cui si utilizzi come imperativo alla seconda persona singolare
Esempio: Da’ un aiuto nel trasloco per favore

  • E o ed? A o ad?

L’aggiunta della D eufonica (dal greco, significa bel suono) si aggiunge solo nel caso in cui la parola che segue cominci con la stessa vocale.
Esempio: Vado ad Amburgo – Era felice ed entusiasta

Esempio: Vado a Eboli – Mangio e arrivo

  • Si o sì?

In caso di particella affermativa va sempre accentato, mentre in tutti gli altri casi no.

Esempio: Sì, vengo con te – Si stanno facendo belle

  • Desse o dasse? Stesse o stasse?

Che problema i congiuntivi, specie quelli imperfetti! Uno degli errori più comuni si ha con i verbi dare e stare. Le forme corrette per la terza persona singolare del congiuntivo imperfetto sono:

Che egli stesse e NON stasse
Che egli desse e NON dasse

  • Fa o fà?

Verbo fare, indicativo, terza persona singolare: si usa fa o La forma corretta è senza accento, quindi fa

Esempio: Questo non fa male

  • L’apostrofo

Quando si apostrofa una parola? La regola è semplicissima: si apostrofano tutte le parole al femminile, mentre non necessitano di apostrofo quelle maschili.

Esempio: un amico  e NON un’amico – un’amica  e NON un amica

  • Per cui o percui?

Vi sono molte parole il cui dubbio consiste nella scrittura attaccata o meno; una di queste riguarda per cui o percui.
La forma giusta è per cui

  • Affianco o a fianco?

Un altro dubbio atroce riguarda l’utilizzo di a fianco o affianco per dire “a lato di“.  Affianco è in realtà la prima persona singolare del presente indicativo del verbo affiancare. Quindi per dire “a lato di” la forma corretta è a fianco

  • Entusiasto o entusiasta?

Anche se ci si riferisce a un soggetto maschile, la forma corretta di quest’aggettivo è entusiasta. Questo vale solo quando si parla al singolare perché invece quando ci si riferisce a più soggetti si distingue nuovamente tra maschile e femminile.
Quindi si avrà entusiasti per il maschile e entusiaste per il femminile, mentre la forma entusiasto è assolutamente sbagliata.

  • Accelerare o accellerare?

Che cruccio le doppie!!! Questa è una delle parole che più spesso viene scritta in forma errata: accellerare. Questo verbo non vuole assolutamente la doppia L! La forma corretta è accelerare.

  • Qual è o qual’è?

Questo è forse l’errore più diffuso, anche tra persone con un bagaglio culturale universitario. Leggete qui e fissatevelo bene in mente: qual’è è sbagliato!!!!!!
Il motivo? Qual è è un’apocope vocalica e non un’elisione; lo stesso fenomeno infatti si può verificare anche davanti a una consonante (es. qual buon vento ti porta?). Allo stesso modo di qual è agiscono anche buon (es. buon uomo e non buon’uomo), pover, tal.

  • Superlativo assoluto di celebre?

Celeberrimo e non celebrissimo!

  • Meteorologia o metereologia?

Poiché questa parola viene da meteora, la forma corretta è meteorologia

  • Un po, un po’ o un pò?

Altro dubbio diffusissimo: si scrive un po, un pò o un po’? La forma corretta è un po’; il motivo è molto semplice: si tratta di un troncamento della parola poco, di conseguenza l’apostrofo va messo per mettere in evidenza che in quel punto c’è stata una caduta di una sillaba.
Assolutamente vietato quindi mettere accenti o scriverlo senza apostrofo!

  • E’ piovuto o ha piovuto?

In questo caso entrambe le forme sono corrette. Questo vale se per piovere si intende proprio la caduta della pioggia dal cielo. In tutti gli altri casi, ad esempio quando si vuole dire piovere critiche, si deve utilizzare il verbo essere: sono piovute critiche.

  • Se stesso o sé stesso?

Quando il se è retto da stesso, l’accento non è necessario, quindi si scrive se stesso. Quando invece troviamo solo il se in posizione non ipotetica, bisogna mettere l’accento.

Esempio: Viene da sé – Se fosse stato – Essere se stesso

  • Ne o né?

L’accento su  si utilizza quando questo vuole essere utilizzato come negazione. Esempio: non si può né fotografare né filmare

Nel caso in cui non sia presente la negazione, ne deve essere utilizzato senza accento. Esempio: Te ne vai? PS: L’accento che si mette sulle è di Né è quello acuto (Leggere sotto)

  • è o é?

Anche in italiano si usano entrambe le E accentate: grave (è) o acuto (é). Sulle parole composte da –che (perché, poiché ecc) e –tre (ventitré) l’accento è acuto. Quindi si scriveperché e NON perchè

– L’accento acuto va anche sulle forme di passato remoto simili a “poté” “batté” e via dicendo.

Un piccolo ripassino che non può che far bene alla nostra meravigliosa lingua!

Fonte: Studenti.it

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