Il lato oscuro della Casta. Non solo politici, anche barbieri e segretari a Montecitorio prendono 10 mila euro al mese

Admin 23 giugno 2014 0
Il lato oscuro della Casta. Non solo politici, anche barbieri e segretari a Montecitorio prendono 10 mila euro al mese
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Un vero e proprio esercito, più di duemila, al quale vanno aggiunti tutti i commessi che lavorano tra Montecitorio e Palazzo Madama. Sono tre volte più numerosi dei deputati e solo nel 2012 sono costati mezzo miliardo. C’è chi guadagna addirittura più di Giorgio Napolitano.

Molto spesso a finire nel mirino delle critiche sono i politici, al quale vanno rinfacciati giustamente i numerosi vizi e privilegi di cui dispongono a dispetto della crisi. Ma non ci sono solo loro. Sono gli uscieri l’altra faccia della “Casta“, da 10 mila euro al mese.

Un vero esercito, al quale si aggiungono tutti i commessi che lavorano tra Montecitorio e Palazzo Madama: . A svelare tutto ciò ci sarebbe un documento riservato del Senato, che mostra i numeri degli sprechi. Dai barbieri, agli stenografi, passando per dirigenti e segretari, fino agli assistenti e agli addetti alla buvette.

Si tratta di numeri pazzesch che parlano chiaro. Tra Camera e Senato i dipendenti sono più di due mila: 800 a Palazzo Madama, 1540 aMontecitorio.  Insieme, tre volte più numerosi dei deputati: nel 2012 sono costati mezzo miliardo.

E, leggendo gli stipendi, le cifre non riflettono certo i sacrifici fatti dal resto del paese, né i compensi di altre categorie. C’è addirittura chi guadagna anche più del capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Nel documento, che risale alla fine dello scorso anno, sono riportati gli stipendi lordi dei dipendenti, gli scatti per ogni anno di lavoro, oltre che la simulazione della loro curva retributiva, ma sembra una linea retta, che vola verso i livelli standard di fine carriera, come se fossero dei manager d’azienda.

Il documento nasce dal tentativo studiato di abbassare i costi del personale, portando da 27 mila a 21 mila euro il livello di fine carriera. Ma a quanto pare ci si siano messe di mezzo le barricate fatte dai sindacati che hanno impedito di operare una drastica riduzione delle spese.

Partiamo dal grado più basso, quella di “assistenza tecnico- operativa”, cioè i commessi, o i famosi barbieri. Appena arrivati hanno un lordo di 2.482 euro al Senato e 2.338 euro alla Camera. Ma dopo soltanto 12 mesi, per contratto,scattano rispettivamente a 2.659 euro e 3.199, e ogni anno guadagnano di più, inesorabilmente, recessione o non recessione, crisi o non crisi.

Con 40 anni di anzianità l’ultimo stipendio dell’usciere è di 10.477 euro lordi mensili (aumentato del 400% rispetto all’inizio carriera), che moltiplicati per 15 mesi fanno 157.500 euro all’anno, come un dirigente di una grossa azienda.

Poi ci sono anche gli addetti amministrativi, come le segretarie e coloro che hanno il compito di fare fotocopie e inviare le convocazioni per le commissioni: in questo caso gli stipendi superano a fine carriera i 12 mila euro al Senato (poco meno alla Camera), partendo da una base di 3 mila euro circa.

Che dire dei funzionari che arrivano fino a 17 mila euro, mentre i dirigenti toccano i 27 mila. Anche Marzia Maglio di Ballarò aveva scovato numeri simili per i 1540 dipendenti della Camera: in media, si passa da compensi da 67 mila euro annui (per il livello più basso) fino a 167 mila euro (per i consiglieri parlamentari). Senza dimenticare i 406.399 euro del segretario generale di Montecitorio.

Non mancano nemmeno le maxi-liquidazioni. Al segretario generale di Palazzo Madama, Antonio Malaschini, nel momento in cui ha lasciato l’incarico sono andati un milione e 200mila euro. Una buonuscita che si aggiunge alla pensione di 520 mila euro annui.

Quindi la Casta è ampia e non è composta di soli politici: altro lavoro in vista per i neo presidenti delle Camere Grasso e Boldrini, che, dopo essersi decurtati lo stipendio, hanno annunciato la volontà di ridurre i costi. Incomprensibili di fronte alla sofferenza di un paese ancora in recessione.

Fonte: blitzquotidiano.it
Articolo di Cosimo Nuzzo

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